Edible Strange Stories Ep 4

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Storie di straordinaria ordinarietà raccontate come storie di ordinaria follia. Sullo sfondo il cibo e più in là ancora il cibo.

                                                                                      Hiroshima Mon Amour

Dovevo finire di cucinare i vermicelli ai pomodori secchi. Ero io. Mi resi conto di essere esaminato, costantemente monitorato; spesso ballato come un buon remix electrohouse. I pomodori secchi erano accesi come labbra di fuoco. Suonarono alla porta, lo squillo che attendevo. Aprii la porta. La squillo che attendevo. L’accolsi con la parannanza. Avevo preparato un sugo di pomodori secchi favoloso. Il suo sguardo felino si posò sulla pentola in ebollizione, mi scrutò, mi fiutò e comprese che non ero come tutti gli altri. Mi spinse sul divano, lungi dall’essere restio non accennai a voluttà di nessun tipo. Infatti la pasta doveva cuocere al dente. La tolsi che forse era più gengiva che dente. “Merda, scotta!”, dissi. Lei replicò saggia: “Ci credo, sarà bollente”. Io: “No, non capisci, è scotta, kaputt, molliccia… fa schifo!”. Lei mi guardò stolta. Il felino era svanito. Buttai la pasta nella spazzatura. Presi nuovamente la pentola accalorata. La riempii d’acqua, d’acqua per la pasta, girai il sugo ai pomodori secchi acceso come l’alba su Hiroshima.

                                                                                                       48h

Continuava ad aspettarsi molto dagli altri. Prendeva fregature esponendosi, prodigandosi. Le ferite suturate. Non c’era più il sapore del dramma esistenziale nelle realizzazioni fallite e nelle delusioni d’amore. C’era un vibrante e pulito rialzarsi, affrontare il dolore e saziarsi di ricerca personale. Gli amici più cari sembravano cambiargli intorno e ad essi sembrava che egli non bastasse più al reciproco gioco dello svuotatoio, la camera dove muore il pensiero. Si sentiva cresciuto come lievitazione naturale, solo che qui non bastavano 48 ore ma era un mettersi in gioco continuo. I “vaffanculo” si sprecavano e, pronunciati o meno che fossero, recarono grande solitudine. Un brano dei Godspeed you!Black Emperor è ricco di sfumature e di strati essenziali. Egli era la pizza senza pizzeria. Una pizza con le gambe che cercava la sua teglia tenacemente e trovata che fosse non si adattava per scelta. Il lievito lasciato solo per due giorni continuava a crescere oltre e ben oltre 48h.