Edible Strange Stories

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Brevi storie intorno ad un mondo surreale. Una pizza, uno snack offrono un punto d’osservazione o il  pretesto per giocare con la fantasia a 360° (in forno a 180° non vi sbagliate).

 

                                    Stracciatella e Pistacchio

Il nostro rapporto si sta sciogliendo. Ti vedo verde in volto e mi stai appiccicato. Troppo appiccicato.

Sei bianca come il latte ma nascondi dei punti neri, eppure stiamo bene insieme; lo dicono tutti.

Dici che è solo aspetto esteriore o si sente che emaniamo piacere l’uno per l’altra ?

Non saprei, la nostra base sembra solida ma forse le fondamenta sono vuote e ci dispiace sacrificarci.

Tu vorresti separarti da me ? un bacio di lingua e tutto si mischierà.

Saremo qualcosa di nuovo, di diverso mentre la luce ci colerà dentro.

Voglio rimanere me stesso ma amerei perdermi in questa sconosciuta fusione ritrovandomi in te.

Nella nostra clessidra i gradi gocciolano una vita distinta verso il piacere unico di stare insieme.

Riccardo Pellegrini

                                                           Steel Pizza

Adorava scoprire nuova musica. Ore passate nei second hand per nerd dell’usato, dell’affare e della polvere vintage. Senza pudore toccava i vinili con la sacra effige di Siouxsie o quella nera con le onde prodotte dall’urlo di una stella morente (Joy Division). Il commesso commetteva qualcosa. In effetti aveva notato in lui qualcosa che sfuggiva alla routine, al suo modo ordinario di osservare l’altro essere umano. Paragonandolo alla musica era un tipo che aveva l’aplomb di Thom York e l’aspetto fiero e un po’ dandy di Morrisey. In quel momento stava parlando con un’adolescente piuttosto interessata. Della musica poteva sapere tutto o forse niente ma non aveva importanza perchè la sua presenza infondeva sicurezza. Avrebbe voluto scambiare due chiacchiere per rompere il ghiaccio. Amava parlare di musica. Quando trovava una persona appassionata come lui avrebbe continuato per ore a parlare. Ci sono discorsi che partono da un dettaglio e poi diventano magici, si trasformano, trovano nel loro percorso assonanze, affinità percettive; fino, a volte, a giungere al colore dell’anima di una persona. In quell’attimo il colore fu il viola violaceo. Nel negozio un riff spinse quegli individui l’uno verso l’altro. Il ghiaccio si ruppe. Si diedero appuntamento davanti la pizzeria al taglio dell’industria siderurgica, Steel Pizza. Il nome risuonava metal ma la pizza era molto più new wave.

Riccardo Pellegrini