Quattro passi tra lo street food di Parigi

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Una giornata tipo a Parigi, armati di acquolina e sangue freddo!

 

Partiamo da un presupposto: i parigini adorano il cibo. É la classica città dove si “vive per mangiare” e in cui la qualità vince sulla quantità; vi basti pensare alle innumerevoli gastronomie che ancora la fanno da padrone in qualunque angolo, in barba alla consueta legge economica secondo cui il “grande schiaccia il piccolo”.

Cominciamo con una “semplice” boulangerie (noi, per questioni logistiche, abbiamo sempre fatto colazione alla Maison Landemaine a Montmartre).

Il primo consiglio è quello di non fissare troppo il bancone o dovrete farvi incatenare come Ulisse di fronte alle Sirene. Calma e sangue freddo, mentre cercate di non cedere al richiamo della vastissima distesa di “qualunque-tipo-di-cosa” che si spiana davanti ai vostri occhi: croissant e pain au chocolat gonfi come palloncini al profumo di friabilità, baguette salate e dolci ancora calde, viennoise con tripudio di lenticchie di cioccolato, arcobaleni di macaron di qualunque gusto e dimensione (provate quelli al roquefort!), dolcetti di ogni sorta…

E qui, solitamente, entriamo solo per la colazione: attiviamo, dunque, la barriera visiva “anti tentazione” sul lato salato che nasconde quiches e panini (altro che tramezzini pre-incartati…).

Il pranzo, infatti, ci piace farlo nei numerosi mercati che la città mette a disposizione e quello “en plain air” di Rue Mouffetard è il nostro preferito (nel vivacissimo Quartiere Latino). Zompettiamo tra i banconi traboccanti di formaggi, scansiamo i conturbanti intrecci di bagels, ovviamente ancora macarons (provate questi), e approdiamo davanti ad una crêperie, dove il gestore ci prepara al momento due enormi crêpes ripiene di prosciutto, funghi e formaggio da mangiare nella piazzetta caratteristica in cui sbocca la via, con tanto di orchestrina dal vivo. Felicità!

Una nota sulle crêpes: quelle arrotolate da mangiare per strada sono le più conosciute a connotazione della gastronomia francese. Esiste poi la crêpe bretonne, piatta e ripiegata ai bordi, da mangiare rigorosamente con forchetta e coltello e svariati sorsi di sidro brut bretone. Questa caratteristica permette un’abbondanza e varietà di condimenti che non si può non assaggiare. Potete trovare delle ottime crêperie bretoni nella Little Brittany di Rue de Montparnasse (Crêperie Plougastel è solo una delle tante che vi suggeriamo).

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Alle 17.00 solitamente inizia l’aperitif, una consuetudine piuttosto recente che sta riscuotendo notevole successo tra i parigini in uscita dagli uffici. A differenza di quello nostrano, l’aperitivo francese consiste “solo” in una formula happy hour che consente di consumare cocktail, vino e birra a prezzo fisso, escludendo piatti da mangiare. Noi, per tradizione, a zonzo per il Canal Saint-Martin abbiamo voluto comunque abbinarci un tagliere di formaggi e salumi e, se date un’occhiata alle foto, converrete con noi che non abbiamo fatto male!

Per chiudere il giro, dedichiamo la cena ai sapori etnici: a differenza dell’Italia, in cui la pietanza etnica da mangiare per strada è prevalentemente il kebab, a Parigi non mancano locali cinesi, vietnamiti e greci che propongono interi buffet di pietanze da consumare sia al tavolo che in vaschette da asporto. Noi abbiamo scelto una piccola e gustosa Chinatown in Rue au Maire nel quartiere di Le Marais, optando per un ristorante cinese la cui varietà di ravioli proposta ci ha letteralmente messo a tacere.

Bon appétit!

P.s. Se cercate un gelato, troverete la catena Amorino a farla da padrone!