I segreti del gelato di Grom

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Via della Maddalena, 30, Roma, RM, Italia

http://www.grom.it/

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Un gelato buono, un negozio pulito, curato, con il coperchio di metallo sulle vaschette come usavano i carretti di una volta.

Il gelato di Grom evoca il secondo incontro ravvicinato con questo prodotto avvenuto a Tokyo. Riconobbi all’istante il nome, lo stile del negozio, i gusti, le figure illustrative – con didascalie in italiano, anche in Giappone. Da allora, in terra di Sol Levante Grom è diventata una certezza, la certezza rassicurante di avere quel po’ di sapore di casa in terra straniera, anche se a caro prezzo. Per questo mi sono affezionata a questa catena di gelaterie.  Qual è il segreto del gelato di Grom? Quali sono i “trucchi” per arrivare così in alto? I detrattori sostengono che sia tutta scena, con la classica parolina magica: marketing. Ma è vero? Indubbiamente, lo dobbiamo ammettere, ciò che mi fece riconoscere Grom tra migliaia di gelaterie (a Tokyo sono innumerevoli, ve lo posso giurare) non fu il gusto del gelato ma il “contorno”: il packaging blu, le enormi fotografie dei pregiati ingredienti (la nocciola Tonda Gentile, i limoni di Siracusa), le famose vaschette in metallo.

Grom è, come dicono loro stessi, “il gelato come una volta”, ma solo nella sostanza, visto che nella forma sa benissimo come accalappiare il cliente coccolandolo come le migliori teorie di marketing moderno insegnano. L’attenzione al cliente, qui, è quasi maniacale. Riguardo verso i clienti con intolleranze, spiegazione degli ingredienti e della loro origine, composizione del gelato, abbinamenti consigliati (tradizionali o più creativi), gusti del mese con ingredienti di stagione. C’è qualcosa a cui non abbiano pensato per rispondere a TUTTE le domande che il cliente curioso voglia sapere? Ecco cosa ci colpisce, da Grom, in secondo luogo: la trasparenza.

Ma insomma, come si mangia da Grom? Visto il prezzo, sicuramente superiore alla media, ci aspettiamo molto. Si va da Grom con un certo grado di aspettativa, ma sono loro a crearla, sparpagliando nei locali le foto dell’acqua di sorgente, dell’ottimo zucchero di canna bianco, degli ingredienti IGP e via dicendo. Forse non tutto è all’altezza, ma in linea di massima il grado di soddisfazione è alto. Per noi Grom dà il meglio nei sorbetti di frutta, forse più che nelle creme che talvolta deludono: delicato quello di pera, intenso quello di mandarino. Unico, speciale, superlativo, è il sorbetto di cioccolato fondente (Extranoir): sorbetto, attenzione, non gelato. Non c’è latte, è cioccolato puro in forma gelata. 10 e lode.

Ma quello che da Grom ha veramente colpito nel segno, e che consigliamo senza dubbio alcuno, è la granita di mandorla. Materia prima ovviamente di lusso è la Mandorla Pizzuta d’Avola siciliana: la granita è cremosa, con quella sabbiosità in fondo delle mandorle vere tritate, una dolcezza non eccessiva ma stemperata in quella punta d’amaro che solo la mandorla buona sa regalare.
Ci sono piaciuti meno lo zabaione, la Crema di Grom e persino la panna, che risulta dolce e poco sostanziosa. Nessuno è perfetto, ma con tutto ciò alla domanda “è solo marketing?” ci sentiamo di rispondere, semplicemente: no.
Visto che ci siamo trovati a nominare il Giappone, che ne dite di un gruppo proveniente dal Sol Levante per accompagnare il vostro cono gelato? Dagli anni ’90 arriva ♫ questo pezzo dei Buffalo Daughter, che gli appassionati si ricorderanno anche in rotazione sulla MTV nostrana.

Assaggiate: sorbetti e granita alla mandorla!!!

 

It is a fact that when we decided to open a foodblog our commitment was, first of all, to let our readers know about some still-hidden treasures, places that made us proud for having discovered them. It could be, though, that your tour goes mainstream, stumbling upon something that can be hardly called a “hidden treasure”. This is the case. Have you ever heard about Grom?

We are pretty sure you did, at least those who live in NY, Paris, Tokyo, and a few other cities in USA or Japan. Grom is a fairy tale, the fairy tale of a couple of guys that made a dream come true – export their ice-cream worldwide, but not just a plain ice cream: Grom makes a real top-level one, mixing up Slow Food certificated ingredients with a real traditional method. Ice cream as it was intended to be, when industrial shortcuts were not even invented.

It’s clear that they rely upon the best and modern marketing strategies in many ways. It’s hard to find a more customer-friendly maniac shop, I guess: flavours for customers affected by allergies, seasonal products and flavours, recommended combinations (traditional, or more creative), an exhaustive explanation on the ingredients and their origin, they really make an effort in answering all the possible questions one could have. How’s Grom in terms of ice cream & Co.? In our humble opinion, their sherbets taste better than the ice cream, especially the intensely flavoured tangerine and the more delicate pear ones. Uniquely dense and creamy is the dark chocolate sherbet (they call it Extranoir) – sherbet, not ice cream, which means that no milk nor cream are used to prepare it so that it is a pure, natural chocolate-y dream. Heaven for choco-lovers.

On top of everything there is, anyway, the almond granita: here the precious ingredient – Sicilian almond, Pizzuta d’Avola type – is crushed to give that sandy texture and combined with pure mineral water and sugar, the right amount to make it just that tiny bit sweet at first, and then explode with a subtle bitterness, typical of good quality almonds. Absolutely brilliant.
Prices are higher than usual, especially abroad. Anyway, we think that all considered, it is worthy a try. Is it the result of an astute marketing campaign? We feel like answering: well, not at all.

The perfect soundtrack: to Japan and back. As we named Tokyo here, let’s introduce a 100% Japanese band, whose song Great Five Lakes was also in rotation on our MTV, in the ’90s. Do you remember it?

Grom highlights: sherbets and almond granita!

 

 

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