Pinsere – La Pinsa prima della moda della Pinsa

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Via Flavia, 98, Roma, RM, Italia

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Pinsere è stato tra i primi se non il primo a “rimpinsare” i romani con i suoi impasti leggeri

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Impasti leggeri significa alta digeribilità specie se alla consistenza si accompagna una guarnizione e una farcitura con prodotti di qualità: dall’olio ai condimenti più in generale. La zona è quella tra Porta Pia e via XX settembre dove spennare il malcapitato turista con improbabili street food pare sia diventata un’arte. Perciò Pinsere merita una menzione in più. Niente speculazione ma grande professionalità e rispetto per gli alimenti e per il cliente. Tra le tante pinse abbiamo scelto quella con i funghi chiodini, il ciauscolo e la salsiccia. Buono anche il supplì cacio e pepe mentre quello classico non filava perfettamente. Siete sintonizzati sulla vostra fame e viaggiare senza avere radici vi mette fame ? allora siete proprio ♫ No Roots. Se a chiosa avete voglia di un buon gelato non lontano trovate I Caruso

Assaggiate: Più Pinsa che potete!!!

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*BEER OR NOT TO BEER*

Impasti leggeri e ingredienti di qualità. Evidentemente ci vuole una birra passpartout che sappia accattivare e rimanere equilibrata. In tema leggerezza possiamo immaginare una birra carbonata al punto giusto e allora una bohemian pilsner potrebbe fare al caso nostro, una bassa fermentazione dall’amaricatura delicata a base di luppoli Saaz, la rendono una compagna ideale del pasto specie se optate per una pinsa a prevalenza di verdure e senza formaggio. Di un bell’oro carico (con sfumature che non sforano l’aranciato) e dalla schiuma compatta e persistente vi ammalierà con il suo bouquet floreale, gradazione tra i 4,5° e i massimo 5,2°; Alla beva ritroviamo note di pane dovute al malto, con un amaro floreale e speziato pronunciato ma morbido e rotondo. Il finale persistente può tendere al luppolato o al malto, ma non è mai sbilanciato verso una singola caratteristica. Questa per noi è una di quelle birre a tutto pasto per antonomasia.

 

Pinsere is the kingdom of pinsa, the way pinsa should be made and before it got to be such a trendy street food. What’s a pinsa? It’s a light, airy, flat bread whose recipe dates back to the Ancient Roman Empire (yes!) and recently became the subject of a revival. It’s maybe because the texture is crunchy and light, it’s maybe the mix of flours that compose the dough and make it less gluten-y, it’s the crunchy bottom that delights the palate. It’s the perfect street food for those who prefer to snack on healthy, but nonetheless delicious food. In these times of food maniacs, the pinsa satisfies the soul but it looks more guilt-free than a standard pizza. Of course this is just an illusion, but when you eat pinsa choose carefully! Pinsere (a Latin word that means to flatten, supposedly the ethimology for the word pinsa itself) is located in a touristy area where scums are the norm. That’s why the deserve even more a special mention on this pages. Their pinsa comes in many flavours and even fried goods are available if you are in the mood.

The perfect soundtrack: if you like to travel with your senses then it’s really like you have no roots

Pinsere highlights: pinsa!

BEER OR NOT TO BEER

A light dough goes well with a light, easy-to-drink beer, a bohemian pilsner for instance. It’s a light, golden, beer with a slight bitter taste given by the Saaz hops, and a good carbonation. Its moderate alcohol content between 4,5° and 5,2° makes it the perfect match for a full meal and even for your pinsa, especially if you choose it topped with veggies and with no cheese.

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