Street food olandese: come resistere al freddo.

Category: Food Highway Tags: , , , , ,

Quando si va in giro per paesi nordici, si sa: fa freddo. E il freddo si combatte con esercizio fisico, abbigliamento caldo e il giusto street food olandese.

E, in questo, pare che gli olandese abbiano trovato una soluzione a tutto. In quanto ad esercizio fisico, la bicicletta è il mezzo di trasporto d’eccellenza; l’abbigliamento più consono, anche per pedalare, è quello sportivo, pratico, senza eccessi ma che offra un giusto compromesso tra un aspetto presentabile e una spiccata comodità d’uso. E il cibo? Dimentichiamo il ristorante e pensiamola in termini di street food: nello street food olandese svetta indiscusso un bel cartoccio di patatine, ma come stiamo messi a dessert?

Tranquilli, non manca di certo!

Ai mercati, agli eventi, alle manifestazioni all’aperto, le bancarelle di cibo non mancano mai e in particolare troverete quattro tipi di dolcezze take away che non potrete farvi sfuggire. Ecco i re dello street food olandese!

[masterslider id=”117″]

  1. Poffertjes: capire come pronunciare questa difficilissima parola prende molto più tempo che ingurgitarne una camionata. Queste piccole “frittelle” (che non sono fritte!) sono fatte di un impasto molto simile a quello dei pancakes americani, anche se il risultato è più arioso e leggero. La cosa più curiosa è che sono cotte in speciali padelle che assomigliano incredibilmente a quelle per i takoyaki: quando si dice che il mondo è piccolo, non si sbaglia! Vengono servite in piattini di carta, calde, a gruppi di 6 o 12, con un dadino di burro e un’abbondante spolverata di zucchero a velo, anche se i più golosoni potranno metterci anche il cioccolato fuso per un piccolo sovrapprezzo.
  2. Oliebollen: “palle d’olio” non sarà il nome più accattivante del mondo, ma queste frittelle (stavolta sì, frittelle vere) sono la quintessenza del cibo semplice, sostanzioso e di cuore, quello che ti cucinerebbe tua nonna olandese per merenda, se ne aveste una. Si tratta di un impasto diviso in palline e fritto, croccante fuori e soffice dentro: tutto qui. Il principio è lo stesso dei tanti, tantissimi dolci di impasto semplice fritto come se ne trovano in ogni cultura, inclusa la nostra. Anche le oliebollen, infatti, vengono servite coperte di zucchero a velo, come si farebbe con le nostrane frappe (o chiacchiere o bugie o chiamatele come volete),  in Germania con i krapfen o in America con i doughnuts. Non a caso, oltreoceano le oliebollen vengono chiamate Dutch doughnuts. Le bancarelle offrono spesso anche delle gustose varianti come le Berliner bollen, ripiene di crema pasticcera, e le ottime Appel bollen, ripiene con una fetta spessa di mela cotta con cannella: una versione lievitata delle classiche frittelle di mele.
  3. Stroopwafel: per una volta la traduzione è facile, “wafel” significa wafer, cialda, insomma. E di quello si tratta, due cialde ripiene di stroop, cioè di un denso sciroppo simile al caramello. Questi dolci sono probabilmente i più celebri dei tre, venduti ovunque, di tutte le qualità e i prezzi, di ogni forma e dimensione, e d’estate le gelaterie ci fanno anche il gelato. Preparati espressi, però, sono tutta un’altra cosa. Mangiateli caldi e attenti alle colate di sciroppo!
  4. Wafel: il “waffle”, anche noto come gaufre (in Belgio), è un classico ormai notissimo a tutti e non ha bisogno di presentazioni. In versione take away viene servito spesso ricoperto di cioccolato e zuccherini, mentre se gradite mangiarlo al piatto potrete assaporarlo coperto di Nutella, panna e gelato.

Insomma, come avete visto, il calo di zuccheri causa freddo è una possibilità davvero remota e, casomai, consigliamo di affittare una bella bici per  smaltire il senso di colpa e godervi al meglio la vacanza in terra d’Olanda.

DA NON PERDERE: Appel bollen!!!